Non tutti sanno come difendersi dalle radiazioni solari
Con l’aumento delle ore di luce e l’arrivo della bella stagione cresce il desiderio di stare all’aperto, liberarsi degli abiti pesanti ed esporsi al sole per ottenere la tanto ambita abbronzatura.
Una pelle abbronzata trasmette vitalità ed energia, ma solo se il colorito è omogeneo, uniforme e luminoso, privo di macchie, ispessimenti, disidratazione e rughe precoci.
L’abbronzatura, però, non è altro che un processo fisiologico di difesa: la pelle reagisce ai raggi UV producendo melanina per proteggersi dai danni delle radiazioni.

Ogni pelle si abbronza a modo suo
Conoscere il proprio fototipo non è sufficiente. È fondamentale comprendere anche il proprio tipo di pelle, perché ognuna reagisce in modo diverso all’esposizione solare e può sviluppare problematiche specifiche.
Un buon prodotto solare da solo non garantisce un’abbronzatura uniforme e sana. La protezione deve far parte di un
- programma completo che prevede:
- preparazione ai raggi solari,
- protezione durante l’esposizione,
- riparazione e riequilibrio dopo il sole.
Questi passaggi devono essere personalizzati in base alla pelle, così da evitare eritemi, scottature, desquamazioni e macchie, mantenendo l’abbronzatura luminosa e prevenendo l’invecchiamento precoce.
Non va inoltre dimenticata l’importanza della prevenzione rispetto ai tumori cutanei, come carcinoma e melanoma.
Cosa sono realmente i raggi solari
Il sole è una fonte di energia indispensabile per la vita sulla Terra. La luce solare è composta da radiazioni diverse tra loro per lunghezza d’onda e potere energetico. Lo strato di ozono funge da filtro contro parte delle radiazioni ultraviolette più pericolose, ma l’assottigliamento dell’ozono ha ridotto nel tempo questa protezione naturale.
Le radiazioni che raggiungono la superficie terrestre sono principalmente di due tipi: raggi infrarossi (IR) e raggi ultravioletti (UV).
Raggi infrarossi (IR)
Non sono visibili ma generano calore.
Rappresentano circa il 60% dell’energia solare che arriva sulla Terra e sono responsabili di:
- aumento della temperatura cutanea,
- vasodilatazione,
- disidratazione,
- colpi di calore ed insolazione.
Raggi ultravioletti (UV)
Si dividono in UV-A, UV-B e UV-C.
- UV-A: penetrano in profondità fino al derma e provocano l’imbrunimento della melanina già presente. Sono tra i principali responsabili del foto-invecchiamento, poiché degenerano collagene ed elastina.
- UV-B: stimolano la produzione di nuova melanina e sono responsabili dell’eritema solare. La loro elevata energia favorisce la formazione di radicali liberi.
- UV-C: sono citotossici, ma in gran parte filtrati dall’atmosfera, anche se il fenomeno del “buco dell’ozono” ha ridotto questa protezione naturale.
I rischi di un’esposizione non corretta
Un’esposizione eccessiva o non adeguatamente protetta può provocare:
- eritemi e scottature,
- disidratazione cutanea,
- alterazioni strutturali della pelle,
- formazione di radicali liberi,
- accelerazione dell’invecchiamento cutaneo.
Nel lungo periodo, i danni possono aumentare il rischio di tumori della pelle.
La strategia corretta per proteggersi
Una corretta difesa dalle radiazioni solari non si limita all’applicazione della crema al momento dell’esposizione.
È necessario:
- preparare la pelle prima dell’esposizione,
- utilizzare filtri solari certificati, fotostabili e non assorbibili,
- scegliere formulazioni con attivi antiossidanti, idratanti e cheratoplastici,
- intervenire con trattamenti riparatori al termine delle vacanze.
La protezione solare deve essere parte di un percorso strutturato, che tuteli la pelle nel breve e nel lungo periodo.
Un’abbronzatura sana non è solo una questione estetica, ma il risultato di una corretta preparazione, di una protezione adeguata e di una riparazione mirata.









